Spese di rappresentanza

 

Spese di rappresentanza: perché questo articolo?

Le spese di rappresentanza sono un argomento piuttosto delicato non tanto sotto il profilo contabile quanto sotto il profili fiscale. Non è raro, infatti, trattare questa tipologie di spese come tutte le altre con conseguenze spesso non piacevoli in caso di controllo fiscale.

Questo articolo, quindi, è un po’ diverso da tutti gli altri articoli che pupi trovare all’interno del mio blog.

Infatti non tratteremo l’argomento in maniere strettamente contabile e non vedremo scritture in partita doppia come ti ho finora abituato.

Tuttavia le spese di rappresentanza, come già detto, si prestano nel quotidiano a tutta una serie di equivoci che questo articolo ha l’obiettivo di chiarire in modo da facilitare (spero) la comprensione di questo articolato argomento.

L’attuale disciplina di questa tipologia di spesa è contenuta nell’articolo 108, comma 2 del DPR n. 917/86 (TUIR). Nel caso volessi leggere direttamente il testo normativo clicca qui.

Nota bene: tra le spese di rappresentanza ci sono le spese di vitto e alloggio che hanno un trattamento diverso rispetto alle spese afferenti alla loro macrocategoria delle spese di rappresentanza. A questa tipologia di spese ho dedicato un intero capitolo di questa guida.

Queste spese sono un costo aziendale. Se volessi saperne di più sulla composizione del bilancio d’esercizio e sui suoi documenti fondamentali ti lascio qui sotto due link a due miei articoli che potranno esserti utili.

– IL CONTO ECONOMICO: LA GUIDA COMPLETA (CLICCA QUI)

– LO STATO PATRIMONIALE: LA GUIDA COMPLETA (CLICCA QUI)

 Pronto? Allora Iniziamo

Prima, però, visto che parleremo di Contabilità e Bilancio puoi scaricare gratuitamente la mia guida al metodo della Partita Doppia. Clicca sull’immagine oppure compila il form qui sotto.

Spese di rappresentanza: cosa sono?

Le spese di rappresentanza sono costi sostenuti per beni e servizi effettuate a titolo gratuito, con finalità promozionali o di pubbliche relazioni il cui sostenimento risponda a criteri di ragionevolezza in funzione dell’obiettivo di generare, anche potenzialmente, benefici economici per l’impresa ovvero sia coerente con pratiche commerciali di settore.

Vediamo di analizzare le varie parti di questa definizione che ho sottolineato:

Gratuità: le spese di rappresentanza devono quindi essere caratterizzate dalla mancanza di un corrispettivo da parte dei destinatari di una determinata prestazione e dalla mancanza di un obbligo di dare o facere a carico degli stessi

Finalità promozionali o di pubbliche relazioni: le “finalità promozionali” consistono nella divulgazione sul mercato dell’attività svolta, dei beni e servizi prodotti, a beneficio sia degli attuali clienti, sia di quelli potenziali; le attività connesse alle “pubbliche relazioni” sono tutte quelle che, senza una diretta correlazione con i ricavi, sono volte a diffondere e/o consolidare l’immagine dell’impresa oppure accrescerne l’apprezzamento presso il pubblico.

Ragionevolezza: Idoneità a generare ricavi e adeguatezza rispetto all’obiettivo atteso in termini di ritorno economico

 

La deducibilità delle spese di rappresentanza

Perché è importante stabilire cosa è spesa di rappresentanza e cosa no? Perché le spese di rappresentanza hanno un trattamento fiscale particolare.

Infatti, tali spese, sono deducibili in misura pari:

 – all’1,5% dei ricavi e altri proventi fino a 10.000.000,00 di euro;

 – allo 0,6% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 10.000.000,00 di euro e fino a 50.000.000,00 di euro;

 – allo 0,4% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 50.000.000,00 di euro.

Nella sostanza, si calcola un plafond con il meccanismo spiegato qui sopra superato il quale le spese di rappresentanza diventano indeducibili.

Nota bene: Sono sempre deducibili le spese relative a beni distribuiti gratuitamente di valore unitario non superiore a 50,00 euro.

 

Esempio di calcolo della deducibilità delle spese di rappresentanza

Vediamo con un esempio come si calcola la deducibilità delle spese di rappresentanza.

Ammettiamo di avere conseguito ricavi per 100 milioni di euro.

Le spese di rappresentanza deducibili saranno al massimo pari alla somma di:
 – 1,5% x 10 mln = 150.000 euro

 – 0,6% x 40 mln (50 mln – 10 mln) = 240.000 euro

 – 0,4% x 50 mln (100 mln – 50 mln) = 200.000 euro

Quindi le spese di rappresentanza saranno deducibili fino ad un massimo di 590.000 euro.

 

Esempi di spese di rappresentanza

L’art. 1 del DM 19.11.2008 al comma 1, fa un elenco, a titolo di esempio, di costi qualificabili come spese di rappresentanza. L’elenco non è esaustivo ma può essere di aiuto:

• Spese per viaggi turistici in occasione dei quali siano programmate e in concreto svolte significative attività promozionali dei beni o dei servizi la cui produzione o il cui scambio costituisce oggetto dell’attività caratteristica dell’impresa

• Spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o di festività nazionali o religiose

• Spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione dell’inaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti dell’impresa

• Spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di mostre, fiere ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa

• Ogni altra spesa per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente, ivi inclusi i contributi erogati gratuitamente per convegni, seminari e manifestazioni simili, il cui sostenimento risponda ai criteri di inerenza precedentemente indicati (c.d. categoria residuale).

 

Esempi di spese che non possono essere considerate spese di rappresentanza

Analogamente a quanto visto del paragrafo precedente, l’art. 1 del DM 19.11.2008 al comma 5, fa un elenco, a titolo di esempio, di costi non qualificabili come spese di rappresentanza:
• Spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute per ospitare clienti, anche potenziali, in occasione di:
– mostre, fiere, esposizioni ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa;
– visite a sedi, stabilimenti o unità produttive dell’impresa

• Spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute per ospitare clienti, anche potenziali, nell’ambito di iniziative finalizzate alla promozione di specifiche manifestazioni espositive o altri eventi simili (per le imprese la cui attività caratteristica consiste nell’organizzazione di manifestazioni fieristiche e altri eventi simili);

• Spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute direttamente dall’imprenditore individuale in occasione di trasferte effettuate per la partecipazione a mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti beni e servizi prodotti dall’impresa o attinenti all’attività caratteristica della stessa.

 

Spese di rappresentanza: la detraibilità dell’IVA

Per quanto riguarda la detraibilità dell’Iva non è ammessa la detrazione dell’IVA relativa alle spese di rappresentanza, tranne quelle sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a 50 euro.

 

Le spese di vitto e alloggio

Le spese di vitto e alloggio sono deducibili in misura del 75% del loro ammontare.

Il che vuol dire che se ho speso 100 euro, posso dedurre solo 75 euro.

L’articolo 1, comma 5, D.M. 19 novembre 2008 fa un elenco preciso delle spese che possono essere considerate di “vitto e alloggio”:

– Spese sostenute per ospitare clienti, anche potenziali, in occasione di mostre, fiere, esposizioni ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa o in occasione di visite a sedi, stabilimenti o unità produttive dell’impresa;

– Spese sostenute per ospitare clienti, anche potenziali, sostenute nell’ambito di iniziative finalizzate alla promozione di specifiche manifestazioni espositive o altri eventi simili da parte di imprese la cui attività caratteristica consiste nell’organizzazione di manifestazioni fieristiche e altri eventi simili;

– Spese sostenute direttamente dall’imprenditore individuale in occasione di trasferte effettuate per la partecipazione a mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti beni e servizi prodotti dall’impresa o attinenti all’attività caratteristica della stessa.

Attenzione: le spese di vitto e alloggio possono o non possono essere anche spese di rappresentanza.

Se tali spese riguardano clienti potenziali possono essere trattate come spese di rappresentanza, altrimenti no.

Per chiarire bene questa ultima affermazione, per non essere qualificati come spese di rappresentanza gli oneri relativi all’ospitalità dei clienti (anche potenziali) devono essere sostenuti in occasione degli eventi indicati dall’art. 1 co. 5 del DM 19.11.200867, vale a dire:
• mostre, fiere, esposizioni ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa;
• ovvero visite a sedi, stabilimenti o unità produttive dell’impresa.
In tutti gli altri casi le spese di vitto e alloggio riguardanti clienti (anche potenziali) devono essere qualificate come spese di rappresentanza.

Nel caso fossero anche spese di rappresentanza prima occorre ridurle al 75% e poi si procede alla verifica del plafond.

 

Le spese di rappresentanza: quadro di sintesi

A questo punto, per fare definitivamente chiarezza, è possibile fare un quadro di sintesi relativamente al trattamento delle spese di rappresentanza delle sue eccezioni.

– Spese di rappresentanza (no vitto e alloggio): limite del plafond; No deducibilità IVA

– Spese di rappresentanza di vitto e alloggio: limite del 75% + limite del plafond; No deducibilità IVA

– Omaggi: deducibili interamente se di valore unitario a 50 euro; SI deducibilità IVA se di valore unitario a 50 euro

– Ospitalità clienti (no vitto e alloggio): interamente deducibili sia come costo che come IVA

– Ospitalità clienti di vitto e alloggio: limite del 75%; Si deducibilità IVA

Conclusioni

Eccoci giunti alla fine di questo articolo. Spero di averti illustrato in maniera efficace cosa siano le spese di rappresentanza e la loro interconnessione con le spese di vitto e alloggio.

Se vuoi acquisire o approfondire le tue competenze nel mondo della Contabilità e del Bilancio, ti invito a visitare la pagina dedicata ai miei CORSI –> CLICCA QUI

Se volessi avere ulteriori informazioni sul mio conto e sul perché ho le competenze per poter scrivere di questi argomenti su questo blog ti invito a visitare la mia pagina di presentazione o il mio profilo Linkedin.

Ricordati di mettere “mi piace” alla pagina Facebook di questo blog per rimanere sempre aggiornato sui nuovi articoli e risorse che pubblico periodicamente su questo blog.

I miei Corsi on line 

Questi sono i miei Corsi on line che ho realizzato ad oggi per formarsi al meglio nel mondo della Contabilità, del Bilancio dell’Analisi di Bilancio e del Controllo di Gestione

Contabilità e Bilancio

Dalla Partita Doppia al Bilancio

Il modo più innovativo, semplice ed efficace per imparare la Partita Doppia e la Contabilità per dare uno slancio definitivo  alle tue competenze professionali

Analisi di Bilancio

Analisi di bilancio step by step

Il Video Corso completo di Analisi di Bilancio che con un percorso step by step ti darà le competenze per poter analizzare il bilancio di qualsiasi azienda

Controllo di Gestione

Il Controllo di Gestione è facile se te lo sanno spiegare

Le migliori tecniche spiegate in modo semplice e pratico per tenere sotto controllo l’aspetto economico, patrimoniale e finanziario dell’azienda