La registrazione fatture da emettere

Registrazione fatture da emettere: con questa guida completa andremo ad analizzare il senso economico e patrimoniale delle scritture contabili riguardanti le fatture da emettere.

fatture da emettere

La registrazione “fatture da emettere” è una delle scritture di integrazione del bilancio più importanti e allo stesso tempo più e una delle registrazioni contabili più complicate da “digerire” da parte di chi deve redigere il bilancio.

Con questo articolo vedremo di spiegare in maniera sintetica e il più possibile chiara questa tipologia di scrittura contabile, analizzando come sempre le scritture in partita doppia ad essa collegata.

Al termine di questo articolo avrai anche la possibilità di vedere una breve video lezione (della durata di circa 5 minuti) su questo argomento

Dal momento che in questo articolo parleremo come sempre di Contabilità e Bilancio, ti segnalo altri due articoli del mio blog che parlano specificamente di Conto Economico e Stato Patrimoniale descrivendone forma e contenuto.

– LO STATO PATRIMONIALE: LA GUIDA COMPLETA (CLICCA QUI)

– IL CONTO ECONOMICO: LA GUIDA COMPLETA (CLICCA QUI)

Ultima cosa prima di iniziare: se volessi approfondire l’argomento da un punto di vista prettamente normativo ti segnalo il sito dell’OIC (l’Organismo Italiano di Contabilità) ed in particolare il principio contabile OIC 15 (clicca qui) che ha lo scopo di disciplinare i criteri di contabilizzazione e di valutazione dei crediti.

Pronto? Allora Iniziamo

Registrazione fatture da emettere e scritture di integrazione

La scrittura contabile che coinvolge la registrazione “fatture da emettere” serve a dare la giusta competenza economica al bilancio d’esercizio.

Cosa vuol dire questa frase?

Il principio di competenza economica dice che bisogna far sì che nel Conto Economico siano riportati tutti i costi e i ricavi di competenza del periodo (su questo principio ho scritto un intero articolo dedicato che ti invito a leggere cliccando qui).

In particolare la registrazione “fatture da emettere”, insieme ai ratei, sono una delle tipologie di scritture di integrazione.

Attraverso le scritture di integrazione si integra il bilancio d’esercizio aziendale inserendo costi e ricavi di competenza dell’esercizio che non hanno ancora avuto una manifestazione monetaria e che, quindi, non sono stati rilevati contabilmente.

 

Quando si sostiene un ricavo?

Per poter capire bene il concetto dietro le fatture da emettere dobbiamo prima capire come e quando, secondo il principio di competenza economica, si può dire con certezza che un ricavo aziendale sia stato effettivamente conseguito.

Il principio della competenza economica afferma che il Conto Economico riferito ad un dato periodo deve contenere soltanto quelle componenti di reddito sostenute effettivamente nel periodo, prescindendo dalla loro manifestazione finanziaria.

Detto questo è bene fare una precisazione importante.

Da un punto di vista di Conto Economico, la realizzazione dei ricavi e il sostenimento dei costi sono del tutto slegati dal concetto di “denaro” o di “entrata di cassa”.

Questo vuol dire che io posso aver conseguito un ricavo in un dato momento anche se incasserò questo ricavo più avanti nel tempo.

Questo concetto è strettamente legato al fatto che l’ottenimento di un ricavo genera da un punto di vista contabile (e quindi di partita doppia) un corrispondente credito. Credito che verrà poi saldato al momento dell’incasso.

Lo stesso dicasi, ovviamente se parliamo di costi dove al posto di un credito sorgerà un debito.

Dal punto di vista contabile, quindi si sostiene un ricavo:

– se vendiamo un bene, solo nel momento in cui il bene è giuridicamente passato all’acquirente (ossia quando sono stati trasferiti a lui rischi e benefici).

Normalmente questo trasferimento si ottiene con la consegna del bene che è riscontrabile grazie alla data riportata nel documento di trasporto del bene stesso.

– Se vendiamo un servizio, solo nel momento in cui il servizio che abbiamo reso è stato completato o, nel caso di servizi continuativi (come per esempio un affitto attivo), il ricavo si registrerà con un criterio di proporzione temporale.

Detto questo ne consegue che se abbiamo effettivamente ottenuto un ricavo entro la fine dell’esercizio (ovvero nella maggior parte dei bilanci, entro il 31 dicembre) ma non abbiamo emesso la fattura o incassato il nostro credito, dobbiamo far “emergere” questo ricavo nel bilancio.

Lo strumento che ci consente di fare questo è la registrazione “fatture da emetter”

 

Registrazione fatture da emettere

Per vedere come registrare fatture da emettere utilizzeremo come esempio la vendita di un bene avvenuta a ridosso della chiusura dell’esercizio.

In data 31 dicembre al momento della registrazione fatture da emettere bisogna iscrivere in avere il ricavo legato alla vendita del bene e in dare il conto fatture da emettere.

fatture da emettere rilevazione

Non sei molto pratico delle scritture contabili e dei meccanismi della partita doppia?

Oppure ti incuriosisce l’uso che ho fatto dei colori in queste scritture? 

Allora ti invito a consultare il mio ebook dedicato al metodo della Partita Doppia che potrai scaricare GRATUITAMENTE riempiendo il form qui sotto oppure cliccando sull’immagine qui sotto…

 Grazie questa scrittura riusciremo in due intenti:

– Far emergere in bilancio il ricavo di competenza relativo alla vendita del bene nel Conto Economico
– Far emergere in bilancio il credito all’interno dello Stato Patrimoniale

Il conto fatture da emettere, all’interno dello schema civilistico dello Stato Patrimoniale, viene iscritto nella voce C2 “Crediti”.

Registrazione della fattura di vendita

Nell’esercizio successivo rispetto a quello oggetto della nostra chiusura contabile, emetteremo la fattura di vendita emessa al nostro cliente.

La scrittura sarà la seguente:

fatture da emettere registrazione

Come noti tutti i conti che andremo a movimentare sono tutti conti di Stato Patrimoniale, in quanto l’effetto economico della vendita del bene è già stato rilevato nell’esercizio precedente.

Tralasciando la scrittura relativa all’IVA (sulla quale ho scritto un interno articolo. Clicca qui), quello che emerge da questa scrittura è che il credito si “trasforma”.

Questa trasformazione consiste nel fatto che andremo a chiudere il conto “fatture da emettere” (poiché la fattura è stata effettivamente emessa) e andremo ad aprire il credito verso il nostro cliente.

Tale credito si chiuderà poi con l’incasso della fattura.

Ultima cosa da notare: il credito della registrazione fatture da emettere viene iscritto al netto dell’IVA poiché questa sorgerà soltanto al momento della registrazione della fattura.

Spieghiamo meglio con un esempio.

Ipotizziamo di aver venduto in data 31.12.20XX un bene del valore di 100 euro.

Per le scritture viste poco più sopra, dovremo iscrivere 100 di ricavo e 100 come credito per fatture da emettere.

Quando nell’esercizio successivo registreremo la fattura di vendita chiuderemo il conto fatture da emettere per 100, registreremo un credito verso il cliente per 122 e un debito iva per 22.

Al momento dell’incasso della fattura, incasseremo 122 dal cliente e pagheremo tramite F24 il debito IVA accumulato nel mese di registrazione della fattura di vendita, con un effetto netto sulla cassa di 100, pari esattamente al ricavo.

Se il meccanismo di compensazione/liquidazione dell’IVA non ti dovesse essere chiaro, ti invito a consultare l’articolo relativo cliccando qui.

Fatture da emettere: video lezione

Ecco come promesso arrivati alla video lezione dedicata alle fatture da emettere. 

Questo video è tratto direttamente dal mio video corso on line completo “Dalla Partita Doppia al Bilancio”.

Conclusioni

Eccoci giunti alla fine di questo articolo.

Se volessi avere ulteriori informazioni sul mio conto e sul perché ho le competenze per poter scrivere di questi argomenti su questo blog ti invito a visitare la mia pagina di presentazione o il mio profilo Linkedin.

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